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È TEMPO DI PREPARATIVI LETTERARI. (pag. 50)

Mentre sistemo le cassettine di frutta e verdura più fresche e appetitose che ci siano, penso a chi potrebbe essere la persona creativa che si occuperà della locandina e degli inviti. Per fortuna la mia curiosità non dovrà attendere ancora molto, perché dovrebbe arrivare a minuti, insieme a Nicoletta e a Ortensia. Appena sistemati i cocomeri, si apre la porta del mio negozio. Ecco, infatti, le mie amiche e, dietro di loro, Anna, la nipote di Nicoletta. Ma certo, come ho fatto a non capirlo?! Chi meglio ci sa fare con matite e pennelli! 

«Ciao Anna, che bello poter contare sul tuo talento! La tua nonna ti avrà già detto del circolo letterario, immagino. Ci vuole un bell’invito da appendere alla spiaggia di Ulisse e in giro per la città», la saluto calorosamente. 

Questa volta starò più attenta e non spiffererò nulla della chiusura della libreria…

«Sì, ho già delle idee, mi metto subito all’opera!», mi risponde pimpante la ragazzina, prima di andare nel retrobottega, dove Ortensia le ha già preparato tutto l’occorrente.

Molto bene: ora ha ufficialmente inizio la preparazione del primo appuntamento in libreria!

Intanto Nicoletta mi chiama: «Fiorella, io e Ortensia abbiamo una proposta per la serata inaugurale», esordisce Nicoletta. «Ci siamo ispirate alla merenda del cappellaio matto di Alice nel Paese delle Meraviglie. Potremmo preparare dei biscottini con scritto “MANGIAMI” e servire una tisana alla frutta in una botticella di vetro deliziosa che ha trovato Ortensia in un negozio del centro, a cui attaccare un cartellino “BEVIMI”. 

Certo che Nicoletta è davvero incontenibile! Si è appassionata alla storia della libreria da salvare, è curiosissima per via del libro da trovare, ama cucinare: è davvero la compagna ideale per questa missione così delicata. In realtà è l’amica ideale sempre! 

«è un’idea splendida! Chissà che non accada qualcosa di straordinario, proprio come nello stravagante racconto», rispondo entusiasta.

«Molto bene, poi negli appuntamenti successivi cercheremo di non ripeterci con i menù, ma con questa frutta e questa verdura davanti possiamo davvero sbizzarrirci!», esclama Ortensia. 

«Già, non vedo l’ora di preparare la charlotte di mele di Mary Poppins!», aggiunge Nico.

«Che ne dite delle focaccine e del tè all’inglese del Giardino segreto?», ribatte Ortensia.

«O di una bella mousse della Bella e la Bestia», aggiunge Nicoletta.

E mentre le due continuano a scambiarsi ispirazioni “LETTERAR-CULINARIE”, io mi dirigo nel retrobottega per vedere come se la sta cavando Anna.

«Come procedono i lavori?», le chiedo trepidante.

«Ancora un attimo…», mi risponde, mentre dà una pennellata di azzurro, «Ecco qua, finito! Che te ne pare?»

«Anna, sei stata bravissima!», le dico raggiante, «Quante locandine sei riuscita a fare in così poco tempo! Sono certa che attireranno moltissimi turisti». 

«Grazie Fiorella, se vuoi posso fare io il giro della città per attaccarle! Vado alla spiaggia di Ulisse, poi al museo di Rosetta, al bar della piazzetta, all’osteria accanto e naturalmente alla libreria». «Ti ringrazio, Anna, ma devo passare comunque da Dante più tardi», le rispondo, mentre chiamo le altre per venire a vedere il capolavoro fatto dalla ragazzina.

«Allora ti posso accompagnare? Così ti aiuto a cercare la chiave per il libro misterioso. Devi sapere che io sono una CERCA-COSE  come Pippi Calzelunghe. Vedi, ho anche le trecce!», mi risponde Anna, lasciando tutte di stucco.

Nicoletta mi fa cenno di non aver raccontato nulla e sembra sincera. 

«Confermo che la nonna non mi ha detto nulla, o almeno non di proposito!», risponde fiera Anna. «L’ho sentita, mentre parlava al telefono con Ortensia». 

«Ma Anna, che maniere sono?! Sai che non si ascoltano le conversazioni degli altri!», la rimprovera Nicoletta.

«Su su, una mano in più non farà certo male, anzi! Anna è sempre stata fondamentale nel risolvere i misteri. Andremo insieme allora!»

 Così, dopo la chiusura del negozio, prendiamo le locandine e ci avviamo. Lungo la strada verso l’Antica Libreria, Anna si diverte a saltare nelle pozzanghere lasciate dal temporale. 

«Guarda, Fiorella, un negozio di dolciumi. Entriamo a lasciare la locandina!», esclama squillante Anna.

«Ottima idea, ne abbiamo giusto qualcuna in più. Scegli pure qualche dolcetto, te lo sei meritato!», le propongo affettuosamente.

La ragazzina si avvicina soddisfatta al bancone: «Per favore, vorrei diciotto chili di caramelle!»

«Vuoi dire che desideri diciotto caramelle?», chiede stranita la commessa.

«Voglio dire che desidero diciotto chili di caramelle», risponde Anna.

«Ehm Anna, assomigli proprio tanto a Pippi, sai?», dico a metà tra imbarazzo e divertimento, poi mi rivolgo alla negoziante: «Diciotto caramelle andranno benissimo, grazie».

Usciamo dal negozio e riprendiamo il tragitto, dopo aver lasciato le locandine anche al museo, in una farmacia, in una profumeria e in un negozio di vestiti, fino ad arrivare all’Antica Libreria.

Entriamo: scampanellio. Arriva subito Dante che vedendoci comincia a studiarci un po’. Certo, è strano vederci insieme senza Nicoletta, così prendo subito la parola: «Dante, Anna ha realizzato le locandine per il circolo, guarda che belle! Mi ha aiutato a distribuirle per la città».

Il libraio osserva le locandine e si complimenta con lei. A quel punto comincio a raccontargli del tè del cappellaio matto, mentre sistemo l’angolo per il primo appuntamento del circolo. Siamo così presi che non ci accorgiamo che Anna si è allontanata per intrufolarsi tra gli scaffali.

Ad un certo punto la vediamo gattonare a quattro zampe e guardare proprio vicino al pavimento. «Anna, cosa stai facendo?», le chiede Dante stranito. «Io sono una cerca-cose di professione, non lo sapevi?» 

«Capisco», risponde il libraio per nulla stupito «Molto bene, in effetti “il mondo è pieno zeppo di cose, e ci vuole proprio qualcuno che si occupi di trovarle”, come diceva Pippi. E cosa cerchi di preciso?» 

Anna non sembra nemmeno accorgersi del tono della domanda e prosegue: «Non ne ho la più pallida idea, qualsiasi cosa, magari hai perso delle pepite d’oro, o delle chiavi, oppure un libro prezioso, come faccio a saperlo, se non lo trovo?» e prosegue nelle ricerche. 

Brava Anna! Osservo Dante per vedere se ha reazioni strane, sembra pensieroso e dopo un attimo di riflessione dice: «In effetti c’è un libro che ho perso». Ci siamo, penso io. «E cos’avrebbe di speciale? È forse un libro magico?», chiede Anna furbamente. 

«Questo lo giudicherai tu stessa non appena l’avrai trovato e credimi, se la memoria non m’inganna, sei a un passo dal farlo».

«Come faccio a trovarlo se non so com’è fatto?» chiede Anna 

presa in contropiede.

«Sei tu la cerca-cose, non è così?», la incalza Dante.

Anna accetta la sfida e riprende a frugare tra i libri, finché qualcosa non colpisce la sua attenzione.

«Dante, l’ho trovato!», grida la ragazzina. 

«Ha la copertina rigida arancione, le illustrazioni in bianco e nero…?», chiede il libraio per conferma.

«Proprio così», risponde fiera Anna.

Non ci posso credere, al primo tentativo Anna ha fatto centro! Mi avvicino agli altri curvi a divorare le pagine del misterioso libro. Dante sembra più divertito che sollevato a dire il vero, ad ogni modo sicuramente è felice.

«Posso vedere anch’io il tesoro?», chiedo curiosa.

«Guarda Fiorella, è un’edizione bellissima di Pippi Calzelunghe!» mi risponde eccitata Anna. Con una punta di delusione, penso che neanche quello è il libro misterioso che cercavamo. Ma vedo i due così divertiti, seduti sul pavimento col naso dentro il libro aperto al capitolo, dove Pippi, Tommy, Annika e i bambini dell’isola di Kora-Kora giocano con una montagna di perle in una caverna, che la mia delusione lascia posto alla gioia. Non avremo risolto i problemi di Dante, ma sicuramente l’abbiamo allietato. E in fondo, ogni libro in questa libreria può essere una pista, un ricordo, un pezzo della storia di Dante, utile per avvicinarci alla soluzione del mistero.

A malincuore interrompo questo momento speciale: «Mi spiace, ma adesso è proprio ora di tornare in negozio, Nicoletta ci sta aspettando», dico, chiamando Anna, che cede a malincuore alla mia insistenza: «Non andrei mai via dalla libreria, si sta così bene! E poi quell’edizione di Pippi era tanto bella!», dice con occhi sognanti.

«Su, Anna, c’è da stare allegri!», la incoraggio. «Ho la sensazione che quest’estate passeremo molto tempo tra questi scaffali!»

Capitolo 5 - Indice

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