Non vedo l’ora di aggiornare Ortensia, che mi sta aspettando in negozio. Finalmente eccomi davanti al mio “FRUTTA E VERDURA SUL MARE”. Apro la porta, sto per salutare la mia amica, ma vengo preceduta: «Fiorella, bentornata!»
Nicoletta?? Ma che ci fa qui? Nella mia testa risuona un pensiero: Ortensia sarà riuscita a mantenere il segreto della chiusura della libreria? Farò qualche domanda per provare a scoprirlo.
«Ciao, Nico, che sorpresa trovarti qui, ma Ortensia dov’è?», le chiedo, cercando di non mostrarmi turbata.
«Mi ha chiesto di sostituirla in negozio, perché doveva fare alcune commissioni per i preparativi del circolo letterario. A proposito: è un’idea meravigliosa!», mi risponde squillante.
«Quindi ti ha detto tutto?», indago.
«Sì, certo», asserisce lei.
«Ma tutto tutto?», replico io.
«Sì, tutto tutto», risponde lei tranquilla.
«Mi ero raccomandata con Ortensia, che rimanesse un segreto, ma ad ogni modo sono sollevata di potermi confidare anche con te. Questa storia della chiusura del negozio non mi lascia affatto tranquilla», replico io.
«Chiusura? Quale chiusura? Fiorella hai dei problemi col negozio?», mi chiede lei smarrita.
«Oh no, non il mio negozio, ma quello di…», non faccio in tempo a terminare la risposta, che vengo interrotta da Ortensia, rientrata in negozio carica di fiori, carte e pennelli.
«Eccomi! Oh Fiorella, sei tornata! Dammi una mano a sistemare queste cose nel retrobottega, per favore», mi dice, facendomi un cenno complice. Rimaste sole nel retrobottega, Ortensia mi sussurra: «Non ti preoccupare, ho solo accennato a Nico, ma proprio poco. Sa solo che, visto quanto ci piace leggere, abbiamo deciso di creare un circolo letterario insieme a Dante».
Ops, ma allora Nico non sapeva nulla…
«Ma che succede? Cosa mi state nascondendo? Fiorella chi è che sta per chiudere il negozio?», ci interrompe Nicoletta, sentendoci confabulare.
E così, dopo averle fatto promettere di non rivelare a nessuno quanto starà per sentire, Nico viene messa al corrente della telefonata misteriosa e del nostro piano per salvare la libreria.
Al termine della spiegazione, Ortensia si rivolge a me: «Ora, Fiorella, devi aggiornarci sulla spedizione da Dante. Com’è andata?»
Tocca a me finalmente:
«Dunque, ho spiegato a Dante la nostra idea di creare degli appuntamenti in libreria, in cui lui legge ad alta voce brani di libri belli e noi pensiamo a laboratori, piccoli oggetti da costruire, come segnalibri a tema, per entrare ancora più dentro al libro e trascorrere un po’ di tempo tra amici vecchi e nuovi».
«E come ha reagito?», mi chiede Ortensia.
«Bè, conoscete Dante, è un po’ timido. All’inizio non era convinto: troppa gente in negozio genera confusione, in più in libreria non c’è uno spazio adatto per accogliere le persone, piena com’è di scaffali e pile di libri. Allora gli ho promesso che avremmo pensato noi a tutto: dall’angolo lettura, agli inviti, ai laboratori, ai fiori per abbellire la libreria. L’unico suo compito sarà presentare i libri, perché nessuno come lui sa trasmettere quell’incanto».
«E lui?», mi chiedono curiose.
«Amiche, non so bene cosa sia successo, ma il suo sguardo è cambiato all’improvviso. Mi ha fatto un gran sorriso e ha esclamato: “Fiorella, ma è un’idea favolosa! Un circolo letterario: un libraio non potrebbe desiderare niente di meglio!” Sono rimasta per un attimo senza parole; non pensavo che Dante potesse convincersi così in fretta. Ad ogni modo la missione era compiuta e mi sono accordata con lui per tornare a scegliere i libri e preparare la libreria».
Ortensia prende la parola: «Penso di sapere come mai Dante è cambiato da un momento all’altro. Dante ha sentito il tuo desiderio di aiutarlo perché gli vuoi bene e così è passato dal dubbio alla gratitudine e gioia».
Nicoletta allora commenta: «è proprio quello che accade nel mio libro preferito, La Bella e la Bestia, lo conoscete, vero?»
«Oh sì, che incanto questa fiaba, ma non capisco il legame con Dante!», rispondo curiosa. Nicoletta ci fa mettere comode e ci racconta di un papà sfortunato che perde i suoi averi; tre figli maschi, un paio di figlie viziate e una diversa, semplice e buona, che amava la lettura; un’avventura in un palazzo incantato che il padre dovrà abbandonare impaurito dal suo proprietario che, ahimè, vuole che la figlia buona vada al posto del padre al palazzo. Una storia di una Bestia che bestia non è, ma che solo un cuore buono può salvare dall’incantesimo e farla tornare umana, perché, come commentava un grande scrittore: “una cosa deve essere amata prima di essere amabile”.
«Ora capisco. È proprio quello che è successo a Dante», commento io.
Nicoletta mi fa un cenno di assenso con la testa e aggiunge:
«C’è un’altra cosa che mi fa pensare al nostro circolo: quando Bella arriva al castello, sapete qual è la prima cosa che nota?»
Facciamo cenno di no con la testa.
«Una magnifica, enorme biblioteca! Bella si rincuora a quella vista, pensando che potrà trascorrere tanto tempo leggendo. La fanciulla, poi, trova un’altra sorpresa che le hanno riservato, sapete quale?»
Facciamo nuovamente cenno di no, ma siamo sempre più curiose.
«Una tavola apparecchiata con tante prelibatezze e cioccolata calda per scaldarla dal rigido inverno. Ancora una volta Bella si rincuora per tanta bontà e si sente amata, non prigioniera».
«Accipicchia, Nico, è una fiaba così bella, che deve assolutamente essere letta al circolo letterario», propongo con gli occhi che mi brillano.
«Che ne dite se durante le letture offriamo anche qualcosa da bere e da mangiare? Sarei felice di occuparmene io».
«Questa sì che è un’idea! Con le tue mani d’oro e le tue ricette ricche di frutta e verdura sarà un successo!», dico entusiasta.
«Benissimo allora! Potrei cucinare torte, biscotti, cupcakes a tema, tutto ben abbinato ai libri scelti. Naturalmente, Ortensia, mi aiuterai con le tue tisane e tè speziati» propone Nicoletta.
«Non vedo l’ora di studiare qualche nuova tisana! Avrò inoltre bisogno di una mano per gli inviti, le locandine, i segnalibri», risponde Ortensia.
Mentre penso a chi affidare questo compito, come realizzare i disegni, quale immagine scegliere, quali colori usare perché sia tutto accattivante, Nicoletta interviene:
«Ho in mente qualcuno di molto creativo, che sarà felice di darci una mano. Anzi, devo proprio andare da lei. Scappo se no faccio tardi!»
Mentre esce in fretta e furia, io e Ortensia le gridiamo:
«Nicoletta, mi raccomando acqua in bocca!»
Chi sarà la misteriosa creativa? E il nostro segreto rimarrà segreto?