3

DEVO STARE ATTENTA A NON FAR TRAPELARE NULLA. (pag. 22)

Sono tornata in negozio a mani vuote, ma con un segreto nel cuore. Ortensia sta servendo dei clienti, ma vedo che mi guarda di sottecchi: sembra che abbia capito che nascondo qualcosa. Dante ha detto che nessun membro della Compagnia degli Esploratori deve sapere che la libreria sta per chiudere. Non posso confidarmi nemmeno con la mia fidata amica. 

Quando i clienti escono, Ortensia si rivolge a me: «Bentornata, Fiorella, ho appena preparato una tisana, ti va una tazza?» 

Eccome se mi va di berne! Ortensia sa fare tisane aromatizzate con spezie e frutta che sono la fine del mondo: dissetanti, profumate, fresche per l’estate o calde, rilassanti e inebrianti a seconda della stagione. E con questo tempo che ricorda l’autunno è proprio l’ideale. 

Ci mettiamo comode sulle poltrone nel retrobottega. 

«Ti è per caso successo qualcosa per strada, Fiorella? Mi sono molto meravigliata vedendoti tornare senza le tue solite pile di libri!», mi chiede Ortensia, versandomi la tisana. Davanti alla tazza profumata e al sorriso della mia cara amica sciolgo ogni mia resistenza.

«No, Ortensia, è successo qualcosa DENTRO la libreria! Quando sono entrata Dante non c’era, ho pensato che fosse in mezzo agli scaffali o con la testa in qualche scatolone e invece nulla. Allora mi sono infilata nel retro del negozio e lui era lì che telefonava. Non volevo spiarlo, ma aveva una voce talmente misteriosa che non ho potuto fare a meno di ascoltare. Bisbigliava, quindi non sono riuscita a sentire tutto, ma qualcosa l’ho capito di certo: Dante non riesce più a portare avanti la libreria da solo e tra otto settimane chiuderà bottega. L’unica possibilità per evitare questo triste epilogo è ritrovare un libro, penso prezioso o che contiene un segreto, chiuso a chiave da qualche parte in libreria».

«Oh, ma è terribile!», commenta incredula la mia amica.

«E non è finita qui! Prima di ritrovare il libro, deve trovare la chiave: persa pure quella!», aggiungo sempre più preoccupata.

«Che situazione complicata!», commenta Ortensia. «Ma sei proprio sicura di non aver travisato le sue parole? Potresti aver frainteso. Ne hai parlato direttamente con lui?» 

Scuoto la testa sconsolata e rivelo tutto: 

«Non c’è altra spiegazione, purtroppo, e c’è un’ultima cosa, forse la più strana. L’ho sentito dire che la chiusura della libreria doveva rimanere un segreto soprattutto per me e per la Compagnia degli Esploratori di Meraviglie. A quel punto sono uscita dalla libreria veloce come Mary Poppins quando vola nel vento, hai presente? Dante non deve sapere che SO TUTTO. Ortensia, che ne pensi? Cosa possiamo fare?»

La mia cara amica è rimasta molto colpita da questo racconto. Ha passato qualche minuto in silenzio, pensierosa. Siamo molto diverse: io sono un vulcano, lei è molto riflessiva, forse è per questo che insieme siamo una forza! 

Quando comincia a parlare, la giornata prende un’altra piega: 

«Questo segreto, la chiave da trovare, la libreria da salvare, mi fanno pensare al libro che ho appena finito di leggere, Il giardino segreto. Me l’ha consigliato Dante proprio pochi giorni fa e l’ho letto tutto d’un fiato. Ci sono Mary, una ragazzina orfana e viziata arrivata in Inghilterra dall’India, Dickon, un ragazzo semplice e pieno di entusiasmo e poi c’è Colin, un bambino sfortunato e solo, che, grazie all’amicizia forte e sincera con loro, riprende a camminare. E sai come? Mary trova la chiave che apre un giardino segreto rimasto a lungo abbandonato. Di nascosto lei, Dickon e Colin cominciano a prendersene cura. Giorno dopo giorno il giardino rinasce, insieme alla loro amicizia e voglia di vivere. Ascolta», mi dice mentre prende dalla borsa un libro, lo sfoglia alla ricerca di una pagina e inizia a leggere: «“Se non lo sapesse nessuno, tranne noi… se ci fosse una porta, nascosta da qualche parte, sotto l’edera… se ci fosse… e riuscissimo a trovarla, se potessimo entrare nel giardino insieme e richiudere la porta alle nostre spalle e nessuno sapesse che c’è qualcuno dentro, e noi lo chiamassimo il nostro giardino, e se ci giocassimo quasi tutti i giorni, zappando la terra e spargendo semi per farlo tornare a vivere…”»

La guardo con aria incantata. Ortensia sorride ed esclama: 

«Non ti sembra che sia proprio la nostra situazione?». 

Eh, l’avevo detto, che la mia amica è speciale! Con le sue parole, la mia mente si mette in moto: «Hai ragione, Ortensia! La libreria è il nostro giardino segreto. Per salvarla devo prima di tutto trovare la chiave, poi il libro prezioso! Ma da dove posso cominciare? Non ho nemmeno un indizio».

«Dalla libreria», mi risponde con tono pimpante Ortensia. «Dovrai andare più spesso del solito e rovistare finché non trovi quello che cerchi». 

«Già, ma non sarà facile non far insospettire Dante, vedendomi così spesso a frugare in giro» le rispondo un po’ abbattuta.

Ortensia prende un’altra pagina del libro:

«“Cose assai sorprendenti possono accadere a chi, avendo nella mente un pensiero sgradevole e scoraggiante, abbia semplicemente il buonsenso di accorgersene e scacciarlo via in tempo sostituendolo con un altro pensiero piacevole e ottimista. Due cose non possono occupare contemporaneamente lo stesso posto. Là dove coltivi la rosa non può crescere il cardo”. Hai capito, Fiorella? Non farti prendere dal dispiacere».

«Sì, hai ragione, devo essere positiva».

«Proprio così, ma sai qual è l’unico modo per farlo davvero? Quando sei scoraggiata, chiama subito un’amica, un amico, e condividi la tua fatica. Non sei sola. Sai ancora cosa dice Il giardino segreto: “Si capisce tutto se si è amici, però devi esserlo per davvero”».

Ortensia mi conforta sempre. Mi sento proprio come Mary e Colin. La sua amicizia mi ha tolto ogni tristezza e, sentendola leggere con quel suo tono calmo e rassicurante, mi è venuta un’idea…

«Grazie Ortensia, ora ho un piano: fondiamo un circolo letterario, che avrà naturalmente l’Antica Libreria come sede. Organizziamo letture con laboratori, merende e aperitivi a tema e invitiamo amici, conoscenti e turisti. Verrà talmente tanta gente in libreria, che Dante non sarà più costretto a chiudere!» 

«è un’idea meravigliosa, Fiorella! Perché non organizziamo un appuntamento a tema Il giardino segreto? Dopo la lettura ad alta voce di brani scelti, potrei dare consigli su piante e fiori. Col nome che ho, non posso che essere un’esperta» mi propone allegra Ortensia, e io aggiungo con aria furtiva: «E mentre tutti saranno assorti nell’ascolto, io potrò frugare nella libreria alla ricerca della chiave e del libro prezioso. Nessuno mi noterà e Dante non si insospettirà!» 

«Benissimo! Non ci resta che pensare all’occorrente. Nel libro i ragazzi si procuravano pale, semi e bulbi; a noi, invece, serviranno fiori per le decorazioni, inviti, locandine, segnalibri», conclude Ortensia con quel suo modo pratico.

«Puoi occupartene tu, mentre io torno da Dante per sottoporgli l’idea del circolo letterario?»

«Certamente! Mi metto subito all’opera», mi risponde entusiasta e aggiunge: 

«Fiorella, hai visto come sei di nuovo radiosa? è bastata una tazza di tisana insieme e guarda che bel piano abbiamo organizzato per aiutare Dante».

«è proprio così. Non potevo tenere tutto per me. Ora però deve rimanere un segreto tra di noi».

«Non ti preoccupare, Fiorella. Acqua in bocca!»

«Acqua che? Ho finito la tisana da un po’…», chiedo pensierosa.

Ortensia scoppia in una risata spontanea: 

«Oh Fiorella, è un modo di dire! Significa mantenere un segreto!»

Ora è più chiaro: acqua in bocca allora! 

Ecco una nuova, grande estate: ne ero sicura!

Capitolo 3 - Indice

    Paragrafi