Oggi è il giorno tanto atteso: il primo appuntamento a tema Alice nel Paese delle Meraviglie. Vorrei andare da Dante per gli ultimi preparativi, ma il negozio è pieno di clienti e Nicoletta e Ortensia non possono sostituirmi, perché stanno preparando i biscotti. Potrei chiedere a Filippo; a volte combina un po’ di pasticci, ma vale la pena tentare. Gli scrivo velocemente un messaggio: «Emergenza, devo andare in libreria, ma il negozio è pieno. Puoi sostituirmi? Ti lascio una sorpresa nel retrobottega per sdebitarmi. Grazie». Passano dieci secondi e sento un BIP BIP: «Arrivo subito». Lo sapevo! Filippo ha davvero un gran cuore. Ora speriamo fili tutto liscio! Chiedo ai miei clienti di pazientare un attimo, scelgo qualche pesca profumata e vado nel retrobottega.
Prendo latte e zucchero e mi attrezzo con coltello e tagliere per preparare i pezzi di frutta. Metto tutto nel frullatore e in men che non si dica il frullato preferito di Filippo è pronto. Lo verso in un bel bicchiere, aggiungo una fogliolina di menta e lo metto in frigorifero. Per essere sicura che lo veda, gli lascio un biglietto sul banco: “APRI E GUSTA”.
Torno in negozio e il mio amico è già lì: è stato un fulmine! Prendo la mia grande borsa e lo saluto di corsa: «Grazie Filippo, tornerò più in fretta che posso. Ricordati di andare nel retrobottega!».
«Non ti preoccupare, Fiorella, andrà tutto bene», mi rassicura lui, assalito dalle richieste dei clienti.
Sto saltellando appena fuori dal mio negozio come Alice, quando incontro Nicoletta che esce dalla casa della torretta.
«Nico, avete già finito di preparare la merenda?»
«Quasi, ma devi vedere come sta venendo carina!», mi risponde lei tutta soddisfatta, poi aggiunge: «Mi ero offerta di portarla in libreria, perché Ortensia e Isacco non possono, ma si è fatto tardi e devo correre a prendere Anna dall’altra parte della città».
«Vai pure da Anna e di’ a Ortensia di lasciare tutto nel mio negozio. Più tardi mi farò aiutare da Filippo. A dopo!»
Saluto la mia amica e riprendo la strada sempre più saltellante, sta andando tutto a gonfie vele! Eccomi alla libreria. Scampanellio. Entro.
«Ciao Dante, sono venuta per allestire il circolo».
«Ciao Fiorella, fai pure come se fossi a casa tua», mi risponde bonariamente. Appoggio sul bancone la mia borsa, la apro e tiro fuori: una bella tovaglia di pizzo, tovagliolini a fiori, un servizio di piattini e tazze un po’ inglesi, un orologio da tavolo, delle candele e un bel mazzo di rose bianche e rosse.
«Fiorella, ma quante cose avevi lì dentro? Sembra la borsa di Mary Poppins!», mi dice il libraio, facendosi una bella risata.
Hai proprio ragione, Dante, sono FIORELLA POPPINS, penso sorridente, mentre apparecchio la tavola con tutto l’occorrente!
Per fortuna la libreria e il negozio non sono distanti, così in pochi minuti eccomi di nuovo tra le mie cassettine, che noto essere molto più vuote di come le avevo lasciate.
«Filippo, eccomi! Com’è andata?», gli chiedo un po’ trafelata.
«Benissimo! Ho suggerito ai tuoi clienti tante ricette di frullati e hanno praticamente svuotato il negozio», risponde un Filippo radioso e soddisfatto.
Sono sbalordita: il mio amico ha davvero un talento come venditore! Lo ringrazio e mi complimento con lui, ma mi interrompe: «Fiorella, sono io che devo ringraziarti! Non dovevi disturbarti così tanto per un’oretta in cui ti ho sostituito. Era tutto davvero squisito!»
«Ci mancherebbe, so che il frullato alla pesca è il tuo preferito!», gli rispondo felice e aggiungo: «Filippo, avrei bisogno di un ultimo favore. Potresti accompagnarmi in libreria a portare la merenda per il circolo letterario? Conoscendo Nico e Ortensia, avranno preparato tante di quelle cose da sfamare un esercito e temo da sola di non riuscire. A proposito, sai dove sono i vassoi?»
Vedo il mio amico diventare improvvisamente taciturno e abbassare lo sguardo, mentre mi indica il retrobottega. Che strano atteggiamento, da euforico è diventato molto abbacchiato. Per strada gli chiederò che succede, ma ora devo sbrigarmi. Mi dirigo sul retro, e…
Oh no, ma cos’è successo?! Le alzatine sono vuote e la botticella di tisana quasi finita. Per un po’ non capisco, poi mi si accende la lampadina: Filippo! Deve aver pensato che tutto quel bendidio fosse per lui. «Fiorella, scusami. Mi avevi detto che c’era una sorpresa per me. Dopo aver finito di servire gli ultimi clienti, sono andato nel retrobottega, ho letto sul tuo biglietto “APRI E GUSTA”, allora ho aperto le alzatine piene di bei biscottini con scritto “MANGIAMI” e accanto un’invitante tisana con un cartellino che diceva “BEVIMI”. Era tutto così gustoso, che ho mangiato fino all’ultimo biscotto e bevuto fino all’ultimo sorso».
Questa non ci voleva, sono proprio avvilita: «Oh Filippo, cos’hai combinato? Dal successo di questa merenda poteva dipendere la salvezza della libreria!», gli dico nervosamente. Mi guardo attorno per vedere se nel negozio c’è qualcosa che possa servire, ma è rimasta solo qualche pera. Guardo Filippo con occhi di fuoco, ma lo vedo così dispiaciuto, che mi riprendo subito. «Filippo hai ragione: c’erano i biglietti e io e Ortensia eravamo così di fretta, che non ti abbiamo spiegato nulla. Lui ribatte: «Potevo immaginarlo, sono il solito maldestro e ogni volta ne combino una. Perdonami», mi dice affranto.
Questa faccenda della libreria mi tiene molto sulle spine. Trascuro gli amici e mi distraggo dal lavoro: così non va proprio bene. Lo abbraccio: «Troveremo una soluzione, portiamo intanto queste pere rimaste, sarà meglio di niente. Su andiamo. C’è qualcosa che devi sapere a proposito della libreria». Il mio amico sembra sollevato, mi fa un sorriso e dice imbarazzato: «Fiorella, ci sarebbe ancora una cosa…».
Oh no, cos’altro avrà combinato?
«Potrei bere il frullato prima di andare?», mi chiede imbarazzato.
«Oh, Filippo, sei davvero unico! Come fai ad avere ancora appetito? Serviti pure, è in frigorifero!», gli rispondo divertita.
Per strada aggiorno il mio amico sulla telefonata misteriosa e sulla chiusura della libreria, ma il risultato è un Filippo ancora più dispiaciuto per aver rovinato tutto. Anche io sono un po’ preoccupata; come la prenderanno Nico e Ortensia? Si sono impegnate così tanto…
E Dante? Tra poco lo scopriremo: siamo arrivati all’Antica Libreria.
Entriamo. Allo scampanellio arrivano trepidanti Ortensia e Nicoletta. Vedendoci con solo un cestino di pere rimangono decisamente turbate. Ortensia esordisce con voce leggermente stridula, segno che non è la solita amica tranquilla e pacifica: «Fiorella, cara, che fine hanno fatto biscotti e tisana?». Abbasso lo sguardo, ma Filippo prende coraggio e spiega al mio posto, lasciando anche le altre amareggiate.
Ci raggiunge Dante che avverte l’aria tesa e ci chiede spiegazioni. Gli raccontiamo tutto imbarazzati e lui, invece, ci ripaga con un grande sorriso: «Filippo, sai che mi ricordi tanto il protagonista di un libro che amo molto? Vieni con me, ho bisogno del tuo aiuto. Ci sarà un cambio di programma per la serata, non abbiate paura», ci dice sereno, poi aggiunge: «Pere! Grazie, Fiorella, non potevo chiedere di meglio!»
Nel frattempo sono arrivate molte persone, gli inviti hanno incuriosito parecchio. Dentro la libreria è fresco, come succede nei vecchi negozi con i muri spessi, c’è il buon profumo dei libri nuovi, e io sono molto emozionata. Un Dante altrettanto emozionato e molto ben vestito entra davanti al pubblico che lo aspetta, con un libro di Pinocchio sotto braccio, e con la sua bella voce, dà il benvenuto a tutti gli ospiti, che sono adulti, ragazzi e bambini, poi inizia a raccontare.
La luce soffusa delle candele, la voce appassionata del libraio, l’essere qui tutti insieme, in silenzio, circondati da libri, rendono l’atmosfera davvero incantata, e anch’io mi perdo tra le parole della storia.
Ed ecco sfilare nella mia mente Pinocchio, che aveva tanta fame ed era solo, perché Geppetto era finito in prigione per colpa sua. Aveva un uovo, ma quando l’ha rotto per farne una frittata e togliersi la fame, ahimè: dal guscio è uscito un pulcino che è volato via dalla finestra. Pinocchio si siede a stomaco vuoto davanti al camino, si addormenta e si brucia i piedi. E proprio nel momento dello sconforto e della solitudine, arriva Geppetto con delle pere. Pinocchio si mangia prima le fette che Geppetto gli prepara, facendo lo schizzinoso per il torsolo e la buccia, poi si mangia anche quelli!
Ed ecco il colpo di scena: entra Filippo con le tazze piene di pere a spicchi e le distribuisce a tutti i presenti, porgendo tovagliolini a fiori e grandi sorrisi. È felice, non pensa più al disastro combinato prima.
C’è silenzio, quando riaccendiamo le luci. La sera è ancora chiara, gli occhi brillano di commozione e si alza un applauso grande e caldo per Dante e per la sua libreria in pericolo. Sono commossa, perché, mentre noi ci vogliamo prendere cura di Dante, succede proprio il contrario: è lui che ci regala storie meravigliose, a cui non occorre aggiungere altro, se non orecchie e cuore aperti.
Quasi tutti gli invitati sono andati via, smangiucchiando dolci pere e con montagne di libri nelle mani; oggi gli affari di Dante sono andati proprio bene, ne sono felice. È sicuro, siamo sulla strada giusta!